SOTTO LA STESSA CROCE

 

 

DOMENICA 11 SETTEMBRE
ORE 16

FORTE POZZACCHIO

SOTTO LA STESSA CROCE

Un monologo di e con Giulio Federico Janni

Una guerra sporca, fatta di morte e di domande, di dubbi, di sopravvivenza. Questo, a cent’anni dal primo conflitto mondiale e dal processo Calamandrei, il racconto chiaro e accurato che lo spettacolo scritto e portato in scena da Giulio Federico Janni fa della Grande Guerra, frutto di un approfondito lavoro di ricerca storica.

In scena le emozioni della divisa, gli odori del fronte, la semplicità dei combattenti e la loro arrendevolezza a una guerra di cui condividono sempre meno le ragioni. Si passa così dall’assaggiare il rancio a sentire la fame, dal notare la grandezza della Natura a dolersi della piccolezza dell’Uomo, dall’annusare l’olezzo dei cadaveri a ridere di quel riso amaro che rende la riflessione più intima.

Lo spettacolo è anche l’occasione  per ricordare il primo processo in cui Piero Calamandrei, futuro membro dell’Assemblea Costituente, fece da avvocato.  Un caso che mostra tutta la follia della guerra, e quanto la vita umana fosse   ormai   diventata   una   semplice   merce   di   scambio o, peggioancora,   un   mezzo   di   comunicazione,   qualcosa   da   poter   togliere   conleggerezza, solo per “dare l’esempio” al resto della truppa.

Il racconto è fatto di momenti di vita quotidiana in trincea, di ostilità create atavolino e di fatali incontri tra le barricate opposte.  Giulio Federico Janni, attore di lungo corso che negli ultimi dieci anni è stato diretto diverse volte da Alessandro Gassmann, ne mostra il lato più umano ma anche più scomodo,dando voce alla popolazione, oltre che ai soldati di entrambe le parti. Una guerra tra fratelli, dunque, quella combattuta sul fronte delle Alpi, dove«Unter   dem   gleichen   Kreuz!»   -   «Sotto   la   stessa   croce!»   urla   l’ufficialeaustriaco lasciandosi dietro i suoi “nemici”, dopo aver diviso con loro viveri elegna.

Un urlo contro la guerra, a favore dell’ormai perduta umanità

 

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