Ballata della donna e del soldato
(traduzione di Roberto Fertonani, B. Brecht, Poesie 1918-1933, Einaudi, Torino, 1968, pp. 163-165)
Il fucile spara e la picca trafigge
e l’acqua divora chi ci passa a guado.
Cosa fare contro il ghiaccio? State alla larga, non è prudente!
Disse la donna al soldato.
Ma il soldato con la pallottola in canna
udí il tamburo e ci fece una risata.
Marciare non potrà far male, mai e poi mai!
Verso Sud, verso Nord, sempre in marcia,
e il coltello l’afferra con le mani!
Dissero alla donna i soldati.
Ah, per chi rifugge il parere del saggio e non ascolta
il consiglio dei vecchi, il pentimento è amaro.
Non osare troppo, può andarti male!
Disse la donna al soldato.
Ma il soldato, alla cintura teneva la spada,
le rise, freddo, in faccia, e il fiume guadava.
Come poteva l’acqua fargli
del male? Quando sopra il tetto di assicelle
starà bianca la luna, ritorneremo; ricordalo nelle preghiere!
Dissero alla donna i soldati.
Voi passate come il fumo e se ne va anche
il calore e con le vostre imprese non ci scaldate!
Ah, come passa rapido il fumo! Dio protegga anche
lui, disse la donna del soldato.
E il soldato, alla cintura teneva la spada,
cadde con la picca e il fiume lo trascinava,
e l’acqua divorò chi ci passava a guado.
Fredda e bianca stava la luna sul tetto di assicelle
ma il soldato andava con il ghiaccio giú per la corrente.
E cosa dissero alla donna i soldati?
Ballade vom Weib und dem Soldaten
Das Schießgewehr schießt, und das Spießmesser spießt
Und das Wasser frißt auf, die drin waten.
Was könnt ihr gegen Eis? Bleibt weg,’s ist nicht weis’!
Sagte das Weib zum Soldaten.
Doch der Soldat mit der Kugel im Lauf
Hörte die Trommel und lachte darauf:
Marschieren kann nimmermehr schaden!
Hinab nach dem Süden, nach dem Norden hinauf
Und das Messer fängt er mit Händen auf!
Sagten zum Weib die Soldaten.
Ach, bitter bereut, wer des Weisen Rat scheut
Und vom Alter sich nicht lält beraten.
Ach, zu hoch nicht hinaus, es geht übel aus!
Sagte das Weib zum Soldaten.
Doch der Soldat mit dem Messer im Gurt
Lacht’ ihr kalt ins Gesicht und ging über die Furt
Was konnte das Wasser ihm schaden?
Wenn weiß der Mond überm Schindeldach steht
Kommen wir wieder; nimm’s auf ins Gebet!
Sagten zum Weib die Soldaten.
Ihr vergeht wie der Rauch, und die Wärme geht auch
Und uns wärmen nicht eure Taten!
Ach, wie schnell geht der Rauch! Gott behüte ihn auch!
Sagte das Weib vom Soldaten.
Und der Soldat mit dem Messer im Gurt
Sank hin mit dem Spieß, und mit riß ihn die Furt
Und das Wasser fraß auf, die drin waten.
Kühl stand der Mond überm Schindeldach weiß
Doch der Soldat trieb hinab mit dem Eis
Und was sagten dem Weib die Soldaten?